La piazza del Diamante. Mercè Rodoreda e la sua Barcellona

Avete mai sentito parlare di Piazza del Diamante a Barcellona? Avete avuto l’occasione di leggere uno dei romanzi della "Virginia Woolf" di Spagna? Perchè a tanti anni di distanza, in tutto il mondo vengono tradotti i suoi romanzi, considerati dei capolavori assoluti?

Se volete saperne di più e rivivere, grazie alla sensibile e lieve penna di Mercè Rodoreda, le atmosfere della Barcellona degli anni Trenta fino al dopoguerra e ai primi anni Sessanta, la lettura de La piazza del Diamante si rivelerà una guida intimistica, dedicata, precisa e attraente.

- La piazza e le vie degli incontri. La storia di Natalia, ragazza bella, semplice e riservata, e del suo amore per il futuro marito e padre dei suoi figli, il giovane e prepotente Quimet, inizia una sera a Piazza del Diamante, Plaça del Diamant in catalano, tra balli, ghirlande di fiori di carta e aste di oggetti. Dal primo incontro danzante con Quimet in poi, si susseguono appuntamenti al Parco Guell e poi giù fino all’incrocio tra la Diagonale e il Passeig de Gràcia. Tutto il quartiere assisterà alla scelta di Natalia di lasciare il tranquillo Pere per il più rude Quimet, un uomo pieno di difetti con il quale condurrà una vita all’insegna di sacrifici e rinunce, sullo sfondo, la fine della Repubblica fino alla miseria e alla guerra che porta Quimet al fronte e alla morte. Natalia capirà la sostanza della vita sulla sua pelle, giorno dopo giorno, ma avrà la sua seconda possibilità con il secondo matrimonio con il buon droghiere Antoni che gli permetterà di liberare e "gridare" finalmente la sua felicità.

- La Barcellona quotidiana della Rodoreda. La penna della scrittrice ci descrive con insolita efficacia una città nella sua vita di tutti i giorni, soffermandosi sulle strade, i colori, le mura delle case, i vicoli, facendoci sentire gli odori di carne, pesce e fiori che si mischiavano al mercato, respirare l’aria fresca, lasciandoci udire il rumore del tram, disegnando i riflessi del sole che si vedeva cadere, attraverso le file di case, sul selciato, sulla gente, sulle piastrelle dei balconi. Lunga la galleria di bozzetti e ritratti dei suoi abitanti, dagli spazzini che, con le loro scope di rami d’erica, come per magia, facevano sparire i rigagnoli ai pescivendoli, i bigliettai, il pasticciere fino ai colombai e al droghiere. Sembrano sfilare davanti a noi per le vie di una città che abitiamo anche noi lettori insieme a coloro che la animano con le loro grida e i lori silenzi. Ogni descrizione, ogni divagazione, ogni dettaglio dà forza e connotazione allo scorrere di storie che si concretizzano nelle case e nelle strade di una Barcellona in cui siamo spinti anche noi, come se fossimo entrati in una magica macchina del tempo! Pronti, partenza e via! Rieccoci già? Oh, no...

- Un romanzo d’amore ma non solo, toccante e sensibile, che con la sua trasparenza e semplicità, ci svela l’intensità dell’animo umano, sullo sfondo di una città che muore e rinasce mille volte insieme alla sua protagonista. Imperdibile!

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